giovedì 18 settembre 2008

Arti nel bosco, Torrate (PN), 2006

Reitia, Este Garden Art, Giardini di Este 14 maggio 2011: scultura di creta sull'albero, trattata con colla vinilica; otto specchi rotondi appesi all'albero, con un lato di rame sbalzato color argento, con teste di animali.
Reitia è un'antica divinità, il cui culto era molto diffuso in prossimità di Este (vi sono stati, infatti, reperiti i resti di un santuario a lei dedicato). La dea incarnava la forza della natura, creava cerchi magici nel bosco, al cui interno tutti gli animali, compresi gli umani, vivevano in armonia, comunicando con un linguaggio comune. Veniva spesso rappresentata con arti costituiti di teste o zampe di animali.
Qui Reitia è un albero che unisce a sè i sembianti degli animali che popolano i Colli Euganei, che ritrovano, così, la natura comune. Sulle radici gli arti, appese ai rami le teste, rappresentate da musi sbalzati su rame argentato; sul retro degli specchi che riflettono l'immagine dell'osservatore, che quindi, si identifica con l'animale, incontrandone lo sguardo.

Le zampe di Reitia: umano, stambecco, volpe, cavallo. Scultura di creta e colla vinilica sull'albero.


Gufo: uno degli otto volti di Reitia. Rame sbalzato montato su specchio rotondo, appeso all'albero con filo di nylon
Artiglio di Reitia

Driadescopio, Adamà, 15 maggio 2011, Laboratorio d'arte contemporanea ParDes, Mirano (VE):
per sbirciare le driadi, quando si affacciano dai loro alberi. Guardando lo specchietto attraverso i fori del disco in rotazione compare l'immagine in movimento della driade che fuoriesce dall'albero con un piede, un seno, un sorriso.
I fenachitoscopi riportano fotografie delle fasi di esecuzione di sculture di creta sugli alberi.
Le driadi, o amadriadi, sono, per la mitologia greca, ninfe che vivono in simbiosi con gli alberi; secondo alcune versioni vivono nello stesso corpo e muoiono della stessa morte, secondo altre le solari creature femminili fuoriescono e, talvolta, si congiungono con esseri umani.

Driadescopio 3
Driadescopio 2
Driadescopio 1
Parco delle Fonti di Torrate (PN), settembre 2009


Parco delle Fiorine, Teolo (PD), 1 luglio 2009

“Siamo pervase dalla nostalgia per l’antica natura selvaggia. Ci hanno insegnato a vergognarci di un simile desiderio. Ci siamo lasciate crescere i capelli e li abbiamo usati per nascondere i sentimenti. Ma l’ombra della donna selvaggia ancora si appiatta dietro di noi, nei nostri giorni, nelle nostre notti. Ovunque e sempre, l’ombra che ci trotterella dietro va indubbiamente a quattro zampe.”

C. Pinkola Estés



Installazione, 2002: creazione di un percorso di immagini nel bosco, lungo la riva di un fiume, tramite la manipolazione di elementi naturali, reperiti in loco.
Le tappe del percorso sono scandite dalle pagine di tela di un diario appeso agli alberi, ispirato agli itinerari di preghiera dei monaci tibetani. E’ infatti un percorso meditativo atto alla ricerca della propria femminilità, esplorata con ricordi vissuti e nella proiezione della fisicità femminile nella struttura del paesaggio naturale, materializzando una personale visione, ricreando forme totemiche.
Le sculture sono realizzate con: terra, alghe, sassi, sabbia, creta. Sono posizionate in riva ad un fiume.
Le dimensioni del lato massimo variano da 200 x 100 x 600 cm.
Il luogo dove è stata collocata l’installazione è situato a Granada (Spagna), Sagromonte, lungo il fiume Darro.





Installazione 2004: terra, 250 x 160 x 600 cm, Monselice (PD)




Installazione 2006, terra, 600 x 170 x 3300 cm, Torrate di Chions (PN)



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